La febbre dell’oro

Dopo anni di assenza ed egemonia dell’oro bianco, considerato più raffinato e chic, torna in auge la vivacità dell’oro giallo e rosa.
La tendenza vuole gioielli sinuosi, sfumature e bagliori più caldi, esaltazioni del lusso e diniego di ogni minimalismo.
Il gioiello è celebrato come simbolo di eleganza: ciondoli, orecchini e collier regalano un tocco di luce in più al volto, bracciali anelli e skin jewels creeranno un flusso intenso direttamente sulla pelle.
L’oro è un metallo in natura di colore giallo, ma la sua colorazione può variare a seconda delle leghe che lo compongono. I colori sono svariati, nero , verde, blu etc. ma tre sono i più usuali, giallo dalle tonalità accese, rosa più delicato e bianco che ben si sposa con i diamanti.

L’oro quando è puro al 100% è detto “fino” a 24ct, quando è al 75% è 18ct, una percentuale del 58% indica 14ct ed infine quando è al 38% si hanno i 9ct, tanto per descrivere le più comuni carature.
In Italia il titolo più utilizzato per i gioielli è 18ct o 750/1000 e le leghe aggiunte all’oro giallo per renderlo maggiormente resistente e duttile sono rame, argento e zinco.
L’oro giallo è composto al 75% d’oro, al 12,5% d’ argento e al 20,5% di rame.
L’oro rosso 18ct è composto al 75% d’oro, al 4,5%d’argento e al 20,5% di rame.
Dopo questi brevi cenni sulla composizione di questo nobile materiale, emblema da sempre di potere, ricchezza ed opulenza il quesito è d’obbligo:
“l’essenzialità del’’oro bianco sarà sostituita dai bagliori di luce intensa dell’oro giallo?”
Soltanto il tempo ci dirà se questo trend si confermerà realmente come un cambiamento radicale del settore, riportando il pubblico verso una nuova “febbre dell’oro”.

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